Shoah: quando il carceriere diventa eroe

12:34 27 gennaio 2017

Nel giorno della memoria di quella catastrofe umana che fu la Shoah vogliamo ricordare la storia di Paolo Salvatore, direttore del campo di concentramento di Ferramonti. Un eroe dimenticato

Paolo Salvatore riuscì a rendere umano l’internamento di 3000 ebrei

Il lager “villaggio” di Ferramonti

Nel 1940, a seguito della leggi razziali proclamate dal regime fascista nel 1938, fu costruito a Tarsia in provincia di Cosenza il Lager di Ferramonti dove furono internati dal 1940 al 1943 oltre 3000 persone principalmente ebrei stranieri indesiderati dal regime. A dirigere il campo di concentramento c’era Paolo Salvatore, avellinese di Carife, che si erà già distinto sull’isola di Ponza “Quando tornai a Ponza nell’aprile del ’36 trovai un funzionario cortese che voleva ostentare la sua umana comprensione per le nostre condizioni. Egli aveva rinunciato ad imporre le costrizioni volute dai suoi predecessori”, scrisse di lui Giorgio Amendola. Ed ‘esattamente quello che fece al Ferramonti. Quando il 14 settembre 1943 il lager fu liberato dagli alleati, l’ufficiale inglese che scrisse il rapporto definì il campo un “villaggio” piuttosto che una struttura per la Shoah nazista

La vita al Ferramonti

La mite direzione di Salvatore garantì una vita dignitosa ai prigionieri del campo. C’erano cappelle e sinagoghe, i nuclei familiari potevano restare uniti. Si celebravano matrimoni e nascite. La cosa più incredibile fu l attività musicale del campo. Di sera nel lager venivano organizzate le cosidette serate colorate dove molti grandi musicisti internati si esibivano tra cui il pianista Sigbert Steinfeld ,il trombettista Oscar Klein e il celebre compositore austriaco Kurt Sonnenfeld. Come strumenti si usavano fisarmoniche ,un pianoforte a coda fatto arrivare miracolosamente da Cosenza e chitarre e violini forniti da una famiglia di liutai locali in cambio di alcune cure ricevute dai medici ebrei del campo. Questo tenore di vita rese di fatto il Ferramonti un posto totalemte diverso rispetto ad altri lager italiani del centro- nord dove in seguito all’armistizio di Badoglio molti ebrei furono deportati nei lager nazisti

Shoah- Il salvataggio degli ebrei del Ferramonti

Paolo Salvatore riusci a salvare tutti gli internati del campo nonostante la violenta politica nazista attuata dopo la firma dell’armistizio . Nel settembre 1943, le truppe tedesche in ritirata in Calabria si avvicinarono al campo. Tutti i prigionieri ebrei in grado di muoversi e furono fatti uscire dal campo e nascosti nei paesi vicini. Poi, rischiando la sua stessa vita, per impedire l’arrivo dei tedeschi e la conseguente deportazione dei prigionieri rimasti, Paolo Salvatore fece issare la bandiera gialla sul campo per simulare un epidemia di colera. La paura del contagio tenne i lontani i nazisti che si diressero oltre. Il 13 settembre 1943 i camion degli inglesi entrarono nel campo liberandolo. Il Ferramonti rimase attivo fino al 1945 come campo profughi. Salvatore non ha mai avuto nessun riconoscimento dal nostro paese .

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