parco nazionale del circeo1Il consiglio direttivo del Parco Nazionale del Circeo ha approvato il bilancio previsionale 2017. Un documento approvato con un solo voto contrario, quello del sindaco di Ponza, Piero Vigorelli. Quest’ultimo è stato inoltre l’unico ad esprimersi in maniera contraria anche alle deliberazioni sul problema dei daini nella foresta demaniale e sul denaro da destinare all’ex Corpo forestale, dal 1° gennaio assorbito nell’Arma dei Carabinieri.

Piero Vigorelli

Piero Vigorelli

Sul bilancio il primo cittadino di Ponza, in un post pubblicato su Facebook, ha motivato il suo voto sostenendo che il documento “non è conforme alla legge, perché viene proposto quando i termini di presentazione sono scaduti da quasi tre mesi”. Aggiungendo che “è da alcuni anni che c’è questo andazzo”. Il sindaco ha inoltre affermato che il bilancio “non ha avuto il parere obbligatorio della Comunità del Parco, cioè dei sindaci dei 4 Comuni del Parco, della Regione Lazio, della Provincia di Latina e della Comunità Arcipelago Ponziano, e non risponde affatto ai bisogni, alle urgenze e alle emergenze presenti nel territorio del Parco”.

CORTE-DEI-CONTISempre Vigorelli: “Il 15 giugno 2015 la Corte dei Conti ha presentato al Parlamento una relazione, molto critica, sui bilanci 2011-2013 del Parco. Per caso il Presidente e il Direttore del Parco hanno informato i membri del Consiglio, distribuendo loro il testo della relazione? Non l’hanno fatto. Silenzio. Il sindaco Vigorelli ha scoperto l’esistenza della relazione e l’ha distribuita al Direttivo nell’autunno del 2016. Apriti cielo! Tutte le critiche impietose sono venute alla luce. La Corte dei Conti aveva scagliato un macigno pesante contro la gestione amministrativa del Parco, individuando che i Bilanci si trascinavano dentro un avanzo di amministrazione di circa 2,4 milioni di euro. Per chi non lo sapesse, questa cifra è pari a due anni di finanziamenti al Parco da parte del Ministero dell’Ambiente. Cioè… Il Parco aveva 2,4 milioni in tasca e da almeno 5 anni non li spendeva!

Fogliano

Fogliano

Adesso – ha proseguito – nel bilancio 2017, si vorrebbe spendere una parte di quei soldi. Concentrare le spese su due o quattro grandi obiettivi? Per esempio: come sconfiggere l’insetto asiatico che ha già fatto seccare un terzo del bosco del Promontorio del Circeo? Oppure: quanto destinare al restauro della Villa Comunale di Zannone e della Villa di Fogliano che sono in aperto decadimento? Per sconfiggere l’insetto il bilancio 2017 stanzia 70mila euro. Penso che non ne basteranno neanche 700.000. Per la Villa Comunale di Zannone, zero assoluto. Per quella di Fogliano, 30mila euro per fare una copertura sopra il tetto e impedire così che la pioggia lo faccia crollare interamente. Il resto della cifra è diluito in tanti piccoli rivoli. Giusto per far contenti a destra e a manca. E risolvere un bel nulla. E’ un Bilancio da incoscienti, perché non tiene conto che l’utilizzo di queste somme “recuperate” dall’avanzo, è una tantum, vale solo per quest’anno! Quindi, nei prossimi anni, non ci saranno euro per combattere l’insetto, o per restaurare le due Ville.

forestaleOvviamente, il bilancio 2017 stanzia la bellezza di 340.000 euro per l’ex Corpo Forestale dello Stato (oggi incluso nell’Arma dei Carabinieri), affinché svolga compiti per il quale già riceve finanziamento da parte del Ministero dell’Ambiente. La cosa la ritengo scandalosa. Ma volete sapere l’ultima? Il Direttore del Parco – sostiene il sindaco di Ponza – in una nota allegata al bilancio, dichiara che il Parco “non prevede la realizzazione di alcun nuovo lavoro pubblico”, perché non ci sono nuove risorse e perché nell’ufficio LL.PP. c’è solo un geometra di fascia B che, per legge, non può prendere decisioni. Questa lettera è il Certificato di Morte del bilancio di previsione 2017. In conclusione, la Corte dei Conti valuterà questo bilancio, le sue irregolarità e i suoi indirizzi gestionali. Non dimentichiamo che il Parco è un Ente Pubblico e che utilizza soldi Pubblici”.

Critico poi Vigorelli sulla gestione del problema dei daini. “Molti anni fa – sottolinea il sindaco – i naturalisti di allora decisero di introdurre nella foresta demaniale del Circeo alcuni daini, per il loro ripopolamento, per evitarne l’estinzione, per creare un’attrazione turistica. Lo stesso fu pensato nel 1922, quando furono introdotti i mufloni a Zannone. I daini (come anche i cinghiali) sono cresciuti e si sono moltiplicati. Si pensa che adesso siano 1200/1300. Certo, qualcuno scappa dai tanti buchi che ci sono nelle recinzioni dell’area del Parco e finisce sotto un’auto. E quindi, invece di chiudere i buchi delle rete, si pensa di ucciderli, di farne carne da macello perché – dicono – mangiano i germogli delle piante. Ora, la foresta demaniale è un disastro naturalistico, con i rampicanti che avvolgono le piante come se fosse una mummia e quindi le soffocano; con alberi interi e rami crollati o spezzati che giacciono a terra; con l’insetto asiatico che fa strage del bosco del promontorio; con le discariche a cielo aperto che il sindaco di Ponza ha documentato nella sua seconda denuncia… No, il Parco vuole fare il barbecue con la carne di daino. E lo vuole fare anche con i mufloni di Zannone. In compenso, vorrebbe che sotto i tetti delle case di Sabaudia e di San Felice i proprietari costruissero delle “casette” per ospitare i pipistrelli”.

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