La natura non è né buona né cattiva, né giusta né ingiusta! È bella così come è!

@enzo_boschi


Una specie animale che esiste solo qui da noi rischia seriamente l’estinzione. È una farfalla chiamata popolarmente “farfalla di Ponza” perché l’unico luogo al mondo in cui abita sono le isole pontine. Il suo nome scientifico è Hipparchia Sbordonii, dal cognome di colui che per primo l’ha individuata, lo zoologo romano Valerio Sbordoni, docente a Tor Vergata. La sopravvivenza della specie è in pericolo per diverse ragioni, ma la principale è il divieto di caccia in vigore ormai da anni a tutela del pigliamosche, un uccello particolarmente abile – come il nome lascia intendere – nella cattura degli insetti volanti. Da quando sono protetti, i simpatici passerotti prosperano e fanno strage di farfalle. Si sa che la natura non guarda in faccia a nessuno, e di fronte all’intreccio delle sue spietate regole l’uomo a volte non sa come comportarsi.

Qualche tempo fa il celebre scrittore statunitense Jonathan Franzen lanciò un provocatorio atto d’accusa contro i gatti randagi e chi li nutre: la moltiplicazione dei felini – ha fatto presente il romanziere – rappresenta una sciagura per miliardi di uccellini. Per questa sua presa di posizione Franzen ha subito attacchi e insulti dalla comunità mondiale degli animalisti, perciò nel brutale conflitto tra pigliamosche e farfalle noi qui sceglieremo prudentemente di mantenerci neutrali. Piuttosto segnaliamo che, stando a quanto suggeriscono gli zoologi, per aiutare la Hipparchia Sbordonii a ripopolare le sue isole sarebbe molto utile anche un ritorno alla coltivazione dei campi. Il recupero dell’agricoltura è un rimedio che ci permettiamo di auspicare sperando di non far arrabbiare nessuno.

pietro.piovani@ilmessaggero.it

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